Welfare
L’accostamento tra Welfare e Arrampicoterapia può sembrare provocatorio. Se però esaminiamo con attenzione il concetto di Welfare, ci rediamo conto di essere nel giusto.

Cos’è infatti il Welfare, se non l’attenzione da parte dello Stato per il benessere e la piena realizzazione di un individuo? La Costituzione Italiana , nel definire i principi fondamentali, sancisce e garantisce i diritti e la dignità di tutti i cittadini, con particolare attenzione a quelli più deboli .

L’attività di Arrampicoterapia cosi come è stata proposta dalla UISP lega montagna è in linea con questi principi. Fino a ieri alcuni sport venivano definiti “no limits“, e riservati solo agli atleti più temerari. Oggi, almeno in teoria, sarebbero diventati accessibili a tutti. Purtroppo la teoria non sempre si accorda con la pratica. Le diverse leghe, anziché agire a favore di un ideale di sport per tutti, volto a garantire il benessere psicofisico della persona, sembrano concentrarsi solo sull’attività pseudo-agonistica.

Viene perciò meno l’idea di Welfare, che non è un semplice patto tra cittadini uguali ma un patto tra forti e deboli – e nel nostro specifico tra sport e diverse abilità, tra olimpiadi e parolimpica. Mi è stato spesso obiettato che un attività definita “Arrampicoterapia” non puo essere considerata uno sport.

Questo perché il termine “terapia”, secondo i miei detrattori, andrebbe in contraddizione con l’idea di sport. Questa opinione sarebbe giusta solo se guardiamo allo sport come pura competizione, trionfo dell’agonismo, sopraffazione del vincente sul perdente. E’ questa fallimentare filosofia che ha portato al declino dell’idea di sport, a un discutibile culto della forza, agli scandali, al doping, alla violenza negli stadi.

Nella sua accezione più nobile, invece,lo sport dovrebbe essere sempre una terapia: un modo per vivere in armonia con il proprio corpo, per stabilire relazioni positive con gli altri, per tutelare la propria salute e il proprio benessere. Non c’è perciò alcuna contraddizione tra il termine “ terapia “ e l’idea di sport. Magari la parola che abbiamo scelto per definire la nostra attività può andare controcorrente o sfatare discutibili luoghi comuni. Le rivoluzioni, però, si fanno anche con il linguaggio.
Cerca per parola chiave
 

    
SEGUICI SU
Titolo



Titolo
  

Prof. Stefano Dati

Dott. Bruno Romano

Dott.ssa Francesca Dati

Prof.ssa Cira D'Alessio

Dott. Rosario Sorrentino

Prof.ssa Michela Iaccarino

Prof.ssa Angrisani Mimma

Dott. Dionisio Malandrino

Segreteria Scientifica resp.

Carla Casapulla